venerdì 25 agosto 2017

Cartier-Bresson, Germania 1945 di Jean-David Morvan & Severine Trefouel ; disegni Sylvain Savoia


Una foto scattata in Germania nel 1945: un tribunale popolare in un campo di prigionia a Dessau. Sulla destra, un giovane nel ruolo di giudice, in piedi di fronte a lui una donna con lo sguardo basso, al centro una seconda donna con il volto stravolto da un ghigno di rabbia: ha appena riconosciuto nell’imputata la propria delatrice. Tutti intorno, gli occhi dei profughi concentrati sulla scena. Un’immagine forte che racconta le ferite e le sofferenze anche sociali causate dalla guerra, difficili da sanare. Potrebbe essere l’ultima foto della Seconda guerra mondiale o la prima della Liberazione. Ma è anche uno degli esempi più eloquenti dello stile del suo autore.



Un’immagine colta in modo rapido, mai riquadrata, dove però tutto sembra studiato, ponderato, calcolato al millimetro. Un’icona che invita a riflettere sull’arte e sulla libertà. Ma non è tutto. Chi erano davvero i protagonisti di questa foto? Perché Henri Cartier-Bresson era presente proprio in quel campo? Qual era il suo scopo nel fare questa foto? Morvan e Savoia con questo graphic novel si propongono di rispondere a queste domande, ricostruendo il contesto di quella famosa fotografia. Ripercorrono la vita e la formazione di Cartier-Bresson: l’amore per la pittura e il cinema, l’impegno per la libertà, l’arresto nei Vosgi nel 1940 e il conseguente internamento in un campo di lavoro in Germania – lo Stalag V – la fuga avvenuta al terzo tentativo, l’incontro con Robert Capa – con il quale in seguito fondò l’agenzia Magnum Photos –, con Paul Strand e Jean Renoir. Il racconto si sviluppa per flashback, la storia si apre nel 1946, con il fotografo in procinto di imbarcarsi per gli Stati Uniti, dove il MoMA ha organizzato una retrospettiva sul suo lavoro credendolo morto, e procede indietro nel tempo allo lo scopo di spiegare perché Cartier-Bresson scattò quella foto e soprattutto in quel modo. Completa il volume un portfolio di fotografie di Cartier-Bresson commentato da Thomas Tode (documentarista e ricercatore tedesco), che, in modo appassionante e ricco di curiosità e aneddoti, approfondisce l’avventurosa vita personale e professionale del protagonista.

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